La conversione in legge del Decreto flussi (Decreto-legge 11 ottobre 2024) ha comportato una significativa modifica anche per il sistema dei ricongiungimenti familiari, inasprendo le regole sull’immigrazione regolare, in danno alle famiglie dei migranti. In particolare, uno degli aspetti che solleva maggiori dubbi riguarda le ricadute che le nuove misure avranno sul sistema dei ricongiungimenti familiari che, negli ultimi anni, si era consolidato seguendo un indirizzo generale di equilibrio, a garanzia dell’unità del nucleo familiare.
Tuttavia, si prevede un innalzamento da 1 a 2 anni del periodo ininterrotto di soggiorno legale ora richiesto per il ricongiungimento, unitamente all’obbligo comunale di accertamento delle condizioni di salubrità abitativa per i ricongiungenti e alla esclusione dei patronati dai soggetti che possono aiutare il lavoratore immigrato ad istruire la pratica (sempre più digitalizzata). Questo produrrà un sicuro effetto restrittivo sui ricongiungimenti familiari, intervenendo su quello che da alcuni anni è il principale canale di ingresso regolare dei cittadini dei Paesi Terzi e che costituisce un tassello per molti immigrati importante del processo di radicamento sul territorio e di integrazione nella società italiana. Leggi di più