In Sicilia, nella scuola primaria “Rita Borsellino" di Palermo, la Dirigente ha annunciato che ci sarà un referendum per decidere se bambini e bambine potranno continuare o meno a indossare il grembiule. L’iniziativa è nata da una lettera in cui due quarte chiedevano di poter smettere di indossarlo perché scomodo. La preside dell'istituto ha ritenuto la proposta e le sue motivazioni legittime e ha affermato che per cambiare il regolamento della scuola sarebbe stato opportuno coinvolgere tutti i 400 alunni e alunne della scuola. Ha così proposto un referendum con urne e scrutatori, per quello che ha presentato come un modo di «educare i bambini alla democrazia partecipata».
L’organizzazione del referendum, coordinata dagli insegnanti, è un’attività scolastica in linea con tipi di compiti molto incoraggiati dai principi della pedagogia più recente. Alunni e alunne dell’istituto hanno già organizzato un’assemblea in cui si sono divisi in gruppi e si sono assegnati dei compiti: c’è chi preparerà le urne di cartone, chi creerà e disegnerà le schede elettorali con il quesito referendario (non ci sono informazioni su come sarà scritto di preciso, né su quando si voterà esattamente), chi creerà le locandine con gli slogan per invitare bambini e bambine al voto, da appendere nei corridoi.