Malattie cardiovascolari e metaboliche: prevenzione al femminile con la campagna “Cuore di donna in farmacia” a Brescia, Ancona e Palermo. In occasione della Giornata mondiale del Cuore l’iniziativa di Cittadinanzattiva e Federfarma. In farmacia informazioni, prevenzione ed un questionario per conoscere il proprio rischio cardiovascolare.
Una campagna dedicata alle donne con l’obiettivo di promuovere la cultura della prevenzione del rischio cardiovascolare: è “Cuore di donna in farmacia”, l’iniziativa che Cittadinanzattiva, in collaborazione con Federfarma, lancia in occasione della Giornata mondiale del Cuore e che permetterà alle donne dai 40 anni in su di recarsi, dal 16 ottobre al 3 novembre, presso le farmacie che a Brescia, Ancona e Palermo aderiscono all’iniziativa ed espongono il logo della campagna. Qui potranno ricevere informazioni sul proprio stato di salute, effettuare gratuitamente un esame della pressione arteriosa, un elettrocardiogramma e rispondere ad un questionario per conoscere il proprio indice di rischio cardiovascolare (basso, moderato, elevato).
“Con questa campagna – dichiara Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva – invitiamo i cittadini tutti a prendersi cura della propria salute, mentre nel contempo ci rivolgiamo ad un target ben specifico con l’obiettivo di contribuire a ridurre le diseguaglianze di genere che tuttora persistono in Italia nell’accesso alle cure e nell’impatto che hanno le patologie cardiovascolari. Grazie alla fiducia che le donne ripongono nelle farmacie, sempre più riconosciute come presidio di salute, ci auguriamo di poter estendere territorialmente e a nuovi target di popolazione iniziative come “Cuore di donna in farmacia”. Questa campagna vuole anche stimolare le istituzioni pubbliche a mettere in campo tutte le azioni necessarie per recuperare il ritardo, in termini di offerta di accesso e di attività di prevenzione, accumulato anche a causa dell'emergenza pandemica”.
Protocollo di collaborazione rinnovato tra Cia-Agricoltori Italiani e Cittadinanzattiva.
C’è la firma delle due organizzazioni sul secondo accordo che dà seguito alla prima stipula del 2012 e avvia nuove azioni condivise per il triennio 2023-2025. Obiettivi comuni: accrescere il perimetro dei diritti per i cittadini, in Italia e in Europa, e contribuire insieme alla cura dei beni comuni come al sostegno delle persone più fragili.
Centrale lo scambio di competenze ed esperienze coinvolgendo l’intero sistema Cia con le sue associazioni e i servizi ai cittadini e alle imprese. Primo appuntamento già in agenda, il convegno con focus sulle autonomie differenziate, promosso per il 21 ottobre, in Cilento, da Anp, l’Associazione nazionale pensionati di Cia.
Diritti e reddito, sanità e aree interne, sicurezza alimentare e sostenibilità ambientale i macro-temi alla base del “Patto di collaborazione” per fare passi insieme sul fronte della lotta alle disuguaglianze, alla desertificazione dei servizi e del sistema sanitario, come a salvaguardia, nella filiera produttiva e alimentare, della qualità e della sicurezza del cibo Made in Italy, della dignità del lavoro e della sostenibilità del reddito, attraverso una più stretta sinergia fra produttori agricoli e cittadini-consumatori. Dunque, un percorso condiviso per il Paese che produca strategie di sviluppo e difesa delle aree interne e marginali, intervenga per lo stop al consumo di suolo e il recupero e riuso delle aree e dei beni pubblici abbandonati.
Informare i cittadini e coinvolgerli attraverso uso efficiente, promozione delle rinnovabili e lotta alla povertà energetica: gli obiettivi del progetto per un percorso condiviso e partecipato
“Energie di comunità” è un percorso progettuale che permetterà ai cittadini coinvolti di lavorare ad una proposta di buona pratica, legata al tema della sostenibilità energetica, a seguito di attività di sensibilizzazione, informazione, formazione ed engagement.
Si parte con una consultazione civica online: un questionario per conoscere le abitudini di consumo di energia delle famiglie italiane e per raccogliere le opinioni dei cittadini in merito a lotta alla povertà energetica, uso efficiente dell'energia e promozione delle rinnovabili. È uno degli strumenti di “Energie di comunità”, che Cittadinanzattiva lancia con l’obiettivo di favorire l’ideazione di buone pratiche legate al tema della sostenibilità energetica.
Il progetto prevede una prima fase di ascolto e raccolta di informazioni, attraverso una consultazione civica nazionale e un ciclo di interviste a stakeholder locali significativi (esponenti di amministrazioni locali, reti associative e di categoria, istituzioni scolastiche, religiose). Le informazioni raccolte confluiranno in un report nazionale che sarà oggetto di discussione e confronto in un evento il prossimo dicembre.
Dal 22 al 24 settembre ha animato la città di Bologna, affermando il ruolo della cittadinanza come protagonista dell’azione democratica. Per tre giorni dibattiti, laboratori, conferenze, momenti aggregativi hanno visto salire sul palco le persone e le comunità, offrendo loro uno spazio aperto e inclusivo dove confrontarsi tra loro e con le istituzioni.
Si è chiusa ieri a Bologna l’ottava edizione del Festival della Partecipazione, promosso e organizzato da ActionAid e Cittadinanzattiva, con la collaborazione di Caritas Italiana e Fondazione per l’Innovazione Urbana e con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna, che da venerdì 22 a domenica 24 settembre ha animato i luoghi più simbolici della città.
Laboratori, talk, presentazioni, incontri, hackaton, eventi hanno coinvolto 65 panelist, 157 tra associazioni, reti e movimenti da tutta Italia e circa 1500 partecipanti in presenza, oltre 20 enti locali: numeri raddoppiati rispetto allo scorso anno, a testimonianza della sempre più alta risonanza che il Festival sta assumendo a livello nazionale. Partecipare significa aver cura del bene comune, contrastare le disuguaglianze, migliorare la qualità della vita di tutti: per farlo bisogna mettere in atto azioni concrete ma anche incontrarsi, riconoscersi e confrontarsi. Le Istituzioni locali e le associazioni del territorio come Labsus, l’Associazione Italiana per la Partecipazione Pubblica, l’Osservatorio civico PNRR, quest’ultimo nato nell’ambito del programma Follow the Money all’interno dell’edizione 2020 del Festival della Partecipazione, hanno portato competenza valore e professionalità, contribuendo in maniera cruciale nella riuscita dell’evento.
Festival della Partecipazione: presentato da Cittadinanzattiva il XXI Rapporto sulla sicurezza delle scuole, con un focus sulle università. Calano gli studenti, ma sono ancora troppe le aule sovraffollate. Passi avanti sugli interventi antisismici, boom di crolli nell’ultimo anno. Luce sugli Atenei: messi meglio delle altre scuole, occorre un monitoraggio permanente
Il calo demografico si fa sentire soprattutto nella scuola primaria e nella secondaria di primo grado, con una riduzione di oltre 105 mila studenti, ma restano ancora aule sovraffollate in cinque classi su cento delle superiori. Sulle certificazioni nessun passo in avanti, ne resta priva circa la metà delle scuole; nell’ultimo anno scolastico ci sono stati ben 61 episodi di crolli, un boom rispetto all’ultimo quinquennio. E docenti e dirigenti segnalano infiltrazioni di acqua e distacchi in un terzo delle scuole e addirittura crepe in un quarto dei casi.
Sono alcuni dei dati contenuti nel XXI Rapporto sulla sicurezza delle scuole, presentato oggi a Bologna nell’ambito della VIII edizione del Festival della Partecipazione da Cittadinanzattiva, che per la prima volta presenta anche i dati di un monitoraggio pilota svolto in 18 sedi universitarie di Bologna, Cagliari, Napoli e Roma. Il Rapporto, la sintesi e le infografiche sono disponibili sul sito www.cittadinanzattiva.it.
“Il PNRR porterà benefici, a patto che ci sia un reale coinvolgimento dei cittadini e delle comunità nel percorso di attuazione, anche per la sicurezza delle scuole. Ma benefici ancora esigui rispetto a quelli auspicabili: alcuni progetti previsti per la messa in sicurezza e riqualificazione delle scuole rischiano di saltare dopo la rimodulazione del Piano annunciata a luglio. E sulle mense e palestre gli interventi finanziati sono davvero pochi rispetto al reale fabbisogno delle scuole e soprattutto in considerazione del ruolo importante che tali servizi svolgono rispetto al benessere psicofisico dei ragazzi”, dichiara Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva che prosegue: “Vorremmo dunque chiarezza su quali e quanti progetti rischiano di non vedere la luce e chiediamo una programmazione almeno triennale degli investimenti anche dopo il Piano”.
DOVE LANCIA LA CAMPAGNA “IL COSTO DELLA BELLEZZA”, IN COLLABORAZIONE CON CITTADINANZATTIVA E SOCIAL WARNING, PER PROTEGGERE I GIOVANI DAI DISAGI CAUSATI DAI MESSAGGI DANNOSI SUI SOCIAL MEDIA
La salute mentale e fisica dei giovani è sempre più a rischio a causa dei messaggi tossici che ogni giorno vengono riportati sui social media. Si stima che 1 giovane su 2 sia interessato dal fenomeno. Insieme a Cittadinanzattiva e Social Warning, Dove propone l’implementazione di un percorso formativo nelle scuole che aiuti i ragazzi ad essere più consapevoli e autotutelarsi dai messaggi tossici.
A supporto del progetto, una madrina d’eccezione: Aurora Ramazzotti.
Roma, 19 settembre 2023 – Dove, brand di Personal Care di Unilever, da sempre promotore del concetto di bellezza autentica, ha presentato oggi a Palazzo Ripetta a Roma la campagna di sensibilizzazione “Il Costo della Bellezza”, in collaborazione con Cittadinanzattiva, organizzazione che promuove l’attivismo dei cittadini per la tutela dei diritti e il sostegno alle persone in condizioni di debolezza, e Social Warning - Movimento Etico Digitale, no-profit nata nel 2018 per sensibilizzare ragazzi e adulti sulle potenzialità e rischi del web.
I ragazzi in età scolastica sono spesso sopraffatti dal mondo virtuale. Sui social media si imbattono quotidianamente in messaggi dannosi, che mostrano modelli di bellezza irrealisticamente perfetti e contribuiscono a minare la loro autostima e il loro benessere mentale e fisico. Tutto questo ha un “costo” che ricade sulla società civile e sul nostro futuro.
Per questo motivo, i tre player si fanno promotori attivi di un progetto di sensibilizzazione pubblica al fine di far introdurre nelle scuole un percorso formativo sull’uso consapevole dei social media, rendendo le piattaforme social un ambiente più sicuro per le future generazioni. Convinti di essere portavoce di un bisogno sociale condiviso, lanciano una petizione rivolta a tutti, che è possibile firmare da oggi online, su Change.org, oppure nei diversi corner organizzati appositamente nelle piazze delle principali città italiane: Roma (19 settembre), Napoli (23-24 settembre), Bari (30 settembre e 1° ottobre), Torino (7-8 ottobre) e Milano (14-15 ottobre).
Attraverso questa petizione, Dove, Cittadinanzattiva e Social Warning chiedono al sistema scolastico e alle Istituzioni che, all’interno dei Piani di Offerta Formativa delle scuole primarie e secondarie, si preveda un percorso educativo specifico e approfondito sull’uso consapevole dei social media, dando piena attuazione alla legge n. 92/2019 sull’educazione civica nelle scuole – (articolo 5 – educazione alla cittadinanza digitale). Questo dovrà essere accompagnato da un’adeguata formazione dei docenti deputati e delle famiglie, perché gli obiettivi di educazione digitale trovino coerenza tra casa e scuola.
Dal 22 al 24 settembre la città di Bologna torna ad accogliere l’evento che celebra il ruolo dei cittadini come fautori dell’azione democratica. “Partecipare” significa prendersi cura del bene comune insieme, eliminando le disuguaglianze e puntando ad un futuro sostenibile che abbia come protagoniste le persone e le comunità.
Scopri tutto il programma su www.festivaldellapartecipazione.org
#fdp2023 #iopartecipo
Bologna, 15 settembre 2023 - Si è tenuta oggi la conferenza stampa di presentazione dell’ottava edizione del Festival della Partecipazione, che prenderà il via venerdì 22 settembre e fino a domenica 24 settembre porterà in alcuni dei luoghi più simbolici della città di Bologna laboratori, conferenze, dibattiti, momenti aggregativi e artistici che coinvolgeranno attivisti, associazioni della società civile, giornalisti, accademici e personalità delle istituzioni di profilo nazionale e internazionale.
Occorre 1 miliardo e 306 milioni di euro per cominciare a tradurre in pratica la riforma della non autosufficienza approvata a marzo, passando dalle parole ai fatti. Lo chiede il Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza, presentando una proposta che guarda all’oggi e al domani.
Il Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza propone di utilizzare la Legge di Bilancio per avviare un Piano di Legislatura che attui progressivamente la riforma e presenta un’analisi anche delle risorse economiche necessarie a ridefinire già dal 2024 i principali ambiti del settore: assistenza domiciliare, servizi residenziali e trasferimenti monetari. La proposta, che include 7 paper di approfondimento, è costruita così da richiedere un finanziamento sostenibile per le casse dello Stato: serve 1 miliardo e 306 milioni di Euro nel 2024, suddivisi in 835 milioni dalla sanità e 471 milioni dal sociale.
Esistono 10 milioni di persone che la politica ha sempre trascurato: sono gli anziani non autosufficienti, i loro caregiver familiari e chi li assiste professionalmente. A marzo è stata approvata la legge di riforma dell’assistenza, attesa da 25 anni: può rappresentare quella svolta tanto attesa. Ma se i suoi obiettivi rimarranno solo parole, l’unico effetto sarà stato quello di accrescere la frustrazione dei tanti coinvolti.
61 gli episodi di crollo o distacchi di intonaco avvenuti nelle scuole fra settembre 2022 e agosto 2023. Si tratta di un numero mai raggiunto in questi ultimi sei anni, da quando Cittadinanzattiva ha avviato questo “censimento” attraverso la rassegna stampa locale.
Del totale dei sessantuno, 24 sono avvenuti nelle regioni del Sud e nelle Isole (39%), 23 nel Nord (38%), 14 nelle regioni del Centro (23%) ed hanno provocato il ferimento di sei studenti, una insegnante, una collaboratrice scolastica, oltre che danni agli ambienti e agli arredi, interruzione della didattica. Si è trattato fortunatamente di crolli avvenuti di notte, nel week end o in periodi di chiusura delle scuole per le festività. Le cause sono in gran parte da ravvisare nella vetustà degli edifici e dei materiali con cui sono stati costruiti, nell’assenza o carenza di manutenzione, nella riduzione degli investimenti relativi a indagini e relativi interventi su controsoffitti, solai, tetti, nella mancanza di tempestività.
I controlli fra luglio e agosto rivelano il mancato rispetto dei tempi, la chiusura delle agende e problemi anche nella pratica dell’intramoenia. Inefficienze organizzative, mancanza di personale e veri e propri reati minano l’accesso a visite, esami e interventi su tutto il territorio nazionale.
Da Udine a Catania, da Torino a Campobasso, i controlli dei Nas hanno fotografato in tutta Italia il fenomeno delle liste d’attesa per l’accesso alle prestazioni sanitarie. Il quadro che emerge è drammatico: quasi il 30% delle 3884 agende esaminate non rispetta i tempi stabiliti dalla legge. “Il blitz dei Nas ci dimostra che, nonostante il Piano Nazionale di Governo delle liste di attesa e i fondi stanziati ad hoc per ridurre le liste di attesa, siamo molto lontani dall’aver migliorato la situazione. Ci sono molte cause che alimentano il fenomeno: alcune di natura organizzativa, ad esempio la carenza di personale, altri sono veri e propri reati come la sospensione delle prenotazioni, il cosiddetto problema delle liste bloccate. Questi vanno prevenuti e affrontati con tutti gli strumenti a disposizione per ripristinare il diritto alla salute dei cittadini e garantire la sostenibilità del nostro Servizio Sanitario Nazionale”, dichiara Anna Lisa Mandorino, Segretaria generale di Cittadinanzattiva che a maggio ha dato il via alla campagna “Urgenza Sanità” e che ha aderito alla mobilitazione nazionale del prossimo 7 ottobre.
Anche quest’anno Cittadinanzattiva aderisce e promuove questa importante campagna di sensibilizzazione sul tema purtroppo sempre attuale dell’incidentalità stradale.
I dati sull’incidentalità stradale, anche in quest’ultimo anno, continuano a non essere incoraggianti. Le stime sul primo semestre del 2022 confermano una netta ripresa della mobilità e come conseguenza anche dell’incidentalità stradale, dopo gli anni in cui la pandemia ha visto la sua fase più acuta e, in questo contesto, i mesi estivi rimangono quelli in cui si registra il maggior numero di incidenti. È in questo periodo quindi che si rende necessario ancora una volta riportare l’attenzione di tutti coloro che si mettono in auto verso le località delle ferie alla prudenza quando si è alla guida e all’attenzione agli altri.
Torna per il ventiquattresimo anno consecutivo “Vacanze Coi Fiocchi”, la campagna nazionale per la sicurezza sulle strade delle vacanze promossa dal Centro Antartide con il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Conferenza delle Regioni e delle Province Italiane e dell’ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani.
“Da anni svolgiamo attività di informazione e sensibilizzazione per promuovere l’adozione di comportamenti di mobilità più sostenibili. Non dimentichiamo però – continua Tiziana Toto, responsabile nazionale delle politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva - che la mobilità sostenibilità non è legata solo ad una questione ambientale “di riduzione delle emissioni” ma anche alla necessità di garantire la sicurezza del viaggio, prerequisito imprescindibile per la riduzione di importanti costi sociali”.
Urgenza Sanità: pubblicata una nuova analisi di Cittadinanzattiva sulle liste di attesa. Situazione critica in Puglia, allarme intramoenia in Campania.
Cittadinanzattiva ha realizzato nelle scorse settimane una indagine volta a fornire un quadro della situazione dei tempi d’attesa per 6 diverse tipologie di visite specialistiche ed esami diagnostici (visita cardiologica, ginecologica, pneumologica, oncologica, ecografia addominale, mammografia) in 12 grandi Asl diquattro Regioni: Lazio (ASL RM1, ASL RM4, ASL Viterbo), Emilia Romagna (AUSL Bologna, AUSL Reggio Emilia, AUSL Parma), Liguria (AS Ligure 1, AS Ligure 3 e AS Ligure 5) e Puglia (ASL Bari, ASL Lecce, ASL Taranto). Le stesse sono state scelte in base alla disponibilità ed aggiornamento dei dati presenti sulle piattaforme web (per Lazio, Emilia Romagna e Liguria i dati sono aggiornati alla prima settimana di luglio, per la Puglia invece al 21 aprile).
Fir: il MEF non risponde alle sollecitazioni delle Associazioni dei Consumatori del CNCU che chiedono di sanare criticità e ingiustizie dell’attuale norma. Non è più rinviabile un incontro urgente.
È passato oltre un mese dall’ultimo, l’ennesimo, tentativo di ottenere dal MEF e da Consap un incontro per chiarire le numerose criticità relative al Fondo Indennizzo Risparmiatori. In occasione della conversione in legge del D.L. n. 51/2023 Decreto Omnibus, infatti, è stato previsto il diritto, per i soli risparmiatori azionisti già ammessi al rimborso in prima istanza tramite il FIR, a ricevere un’ulteriore quota del 10% di indennizzo.
Una misura senza dubbio positiva, che presenta, però, non poche ombre. Una grande percentuale dei risparmiatori coinvolti, da noi contattati, infatti, non era a conoscenza di tale incremento e si trova in difficoltà a presentarci la documentazione utile per la richiesta di integrazione. Una difficoltà che riguarda soprattutto i cittadini anziani, non in possesso di capacità o mezzi tecnologici necessari o impossibilitati, anche a causa del forte caldo, a recarsi presso i nostri sportelli presenti sul territorio. Il tempo a disposizione (fino al 31 luglio p.v.), in realtà, risulta insufficiente anche soltanto per riuscire a contattare i molti risparmiatori interessati.
Inoltre, non si comprende la ratio secondo cui si è deciso di non utilizzare le posizioni già presenti nel portale del FIR, aggiungendo un semplice link per le eventuali nuove comunicazioni, costringendo invece gli interessati a comunicare, nuovamente, dati già in possesso della Commissione Tecnica (numero istanza, nome, cognome e codice fiscale dell'avente diritto).
Gagliano Aterno (AQ), con “NEO – Nuove Esperienze Ospitali” che ha permesso la nascita della prima comunità energetica d’Abruzzo. Portoferraio, (LI) con il progetto “Amici fragili – Amici per sempre”, dedicato all’inclusione dei giovani con disabilità psichica e motoria. Camerota (SA), con “Green Camerota”, focalizzato su sviluppo e turismo sostenibile. Infine, il “Manifesto per una rete dei piccoli comuni del welcome”, a cui partecipano 57 comuni delle aree interne di tutta Italia.
Queste le quattro realtà che salgono sul podio dei premiati di questo secondo appuntamento con “Chi l’ha fatto?”, il contest nato con lo scopo di raccogliere, mettere in rete e valorizzare esperienze che, partendo dalle esigenze delle comunità locali, abbiano contribuito a contenere il fenomeno dello spopolamento e a migliorare la qualità di vita di chi risiede nei territori appartenenti alle cosiddette “aree interne”*. Il premio - ideato nel 2021 da Cittadinanzattiva in collaborazione con UniCredit, nell’ambito di “Noi&UniCredit”, il programma di partnership fra la banca e 14 Associazioni dei Consumatori di rilevanza nazionale - in questa edizione ha rivolto particolare attenzione alle iniziative orientate a contribuire al raggiungimento dei 17 obiettivi globali dell'Agenda 2030 dell’ONU ed in particolare ai temi della sostenibilità e della lotta alle disuguaglianze.
Per superare l’”Urgenza sanità” occorrono investimenti sufficienti e continuativi e un Patto per la salute fra Stato e Regioni. Sulle liste di attesa avviata una indagine di accesso civico
Fino a 720 giorni per una mammografia di controllo, ben 103 pronto soccorso chiusi negli ultimi dieci anni, 6 regioni (Sicilia, PA di Bolzano, Calabria, Liguria, Abruzzo, Basilicata) che non raggiungono la sufficienza rispetto all’offerta di prevenzione sanitaria. Nel contempo la carenza di medici di famiglia e pediatri di libera scelta si fa sentire soprattutto al Nord e nelle cosiddette aree interne, dove è diffuso il cosiddetto fenomeno dei deserti sanitari. Sono alcune delle evidenze diffuse da Cittadinanzattiva che da qualche settimana ha dato il via ad una propria mobilitazione permanente a difesa del SSN “Urgenza Sanità”, attraverso un Manifesto ed una petizione su Change, e al contempo ha deciso di aderire alla manifestazione nazionale indetta dalla CGIL per sabato 24 giugno, così come alle mobilitazioni territoriali promosse la scorsa settimana dai medici dell’ANAAO Assomed.
Dalla prevenzione alla vaccinazione anti-Covid, dalla profilassi ai fattori di rischio per pazienti fragili o per le donne in gravidanza o in allattamento, un documento su cosa sapere e a chi rivolgersi. Disponibile la mail
Informare e accrescere la conoscenza e la consapevolezza della popolazione sui rischi di sviluppare forme severe di COVID-19, in particolare per le persone con fragilità o con specifiche condizioni di salute: questo l’obiettivo della guida “Covid, Long Covid e fragilità. Teniamo alta l’attenzione!” che Cittadinanzattiva pubblica online sul suo sito web, all’interno delle attività previste per il programma “BE A.W.A.R.E” (Be Active citizens for Widespread Awareness, infoRmation and Education).
La guida, disponibile anche in lingua inglese, contiene i consigli di Cittadinanzattiva, la lista dei 113 ambulatori territoriali per il trattamento del long Covid, i riferimenti per la tutela, e informazioni aggiornate su: fine pandemia e “nuova normalità”, il “long Covid”, il punto sulla vaccinazione anti Covid-19, l’impatto della malattia sui pazienti fragili, i fattori di rischio e la profilassi, la vaccinazione anti Covid-19 in gravidanza, allattamento e in età pediatrica.
Accesso ai farmaci, presentata oggi da Cittadinanzattiva una Raccomandazione Civica. Innovazione e Digital Health, approvvigionamento, distribuzione e consegna di farmaci e dispositivi, accesso alle terapie antivirali anti Covid: le proposte per migliorare la qualità di vita dei pazienti.
Contribuire a definire alcune “linee guida” per un accesso alle cure e ai farmaci più agile, efficiente ed efficace, in particolare per semplificare le procedure e puntare al miglioramento delle condizioni di vita dei pazienti, a cominciare da alcuni strumenti che sono stati implementati durante la pandemia. Questi gli obiettivi della Raccomandazione Civica “Verso un nuovo modello di accesso alle cure farmacologiche. Focus sul grado di accesso alle terapie antivirali per la cura del Covid-19”, presentata oggi da Cittadinanzattiva e frutto di un lavoro che ha coinvolto un board multi stakeholder composto da associazioni di pazienti e da professionisti sanitari.
“Io Sono Originale” è l'iniziativa del MiSE (ora MIMIT), Direzione Generale per la Tutela della Proprietà Industriale - Ufficio Italiano Brevetti e Marchi - UIBM in collaborazione con associazioni dei consumatori iscritte al CNCU per promuovere iniziative di educazione e di sensibilizzazione sulla cultura della legalità, lotta al falso e conoscenza in merito ai rischi collegati alla contraffazione.
Le scuole italiane secondarie di primo e secondo grado sono state coinvolte nell’iniziativa Diario della creatività, con l’obiettivo di sensibilizzare gli studenti sui temi della protezione della proprietà intellettuale.
VI Indagine di Cittadinanzattiva sulle mense scolastiche: 82 euro il costo medio mensile, circa 4 euro a pasto. Basilicata la più cara, Sardegna la più economica. Fra le città, meglio Barletta, peggio Torino, Livorno e Trapani. 908 gli interventi previsti dal PNRR fra mense nuove (526) e ristrutturate o ampliate.
82 euro: è quanto una famiglia italiana ha speso in media al mese, nell’anno scolastico in corso, per la mensa di un figlio iscritto alla scuola primaria o dell’infanzia. Si tratta di circa 4€ a pasto. La regione mediamente più costosa è la Basilicata (109€ mensili) mentre quella più economica è la Sardegna (58€ nell’infanzia e 62€ per la primaria).
L’incremento rispetto alla precedente indagine, riferita al 2020/21, è stato di poco più del 2%, ma le variazioni sono molto differenti a livello regionale: si passa da un aumento a due cifre in Basilicata (+19% e +26% rispettivamente per scuola primaria e quella dell’infanzia) e in Campania (+12% circa per entrambe le tipologie di scuola) al decremento più elevato registrato in Sardegna (-10,5% nell’infanzia e -4,5% nella primaria). Tariffe sostanzialmente invariate nelle regioni Lazio, Marche, Umbria e Valle d’Aosta.
Le associazioni dei consumatori del CNCU (Adiconsum, Adoc, Adusbef, Assoutenti, Casa del Consumatore,
affinché siano sospese con effetto immediato e per i prossimi 3 mesi tutte le bollette di acqua, luce, gas, rifiuti, nonché le fatture per telefonia fissa e mobile e abbonamenti pay-tv.
Fibromialgia, l’indagine rivela poca trasparenza e troppe differenze regionali. Cittadinanzattiva, AISF - Associazione Italiana Sindrome Fibromiagica, Associazione Fibromialgici Libellula Libera APS e CFU Comitato Fibromialgici Uniti-Italia Odv: “Chiediamo l’erogazione dei fondi previsti dalla legge e l’inserimento nei LEA”
Non rispondono all’istanza di accesso civico generalizzato Calabria, Friuli-Venezia Giulia e Puglia. Sulla ripartizione delle somme destinate a studio, diagnosi e cura della fibromialgia, informazioni complete solo da 7 Regioni. In 15 rispondono ma solo 13 Regioni indicano dove si trovano i centri per diagnosi e cura. In nessuna Regione le Associazioni sono coinvolte.
L’indagine condotta da Cittadinanzattiva - nel 2022 e nei primi mesi di quest’anno - rivela che c’è ancora molto da fare per dare risposte concrete ai bisogni di salute delle persone affette da fibromialgia e dei loro familiari e garantire un equo accesso alle cure e in maniera uniforme su tutto il territorio. All’indagine (5 domande inviate con la procedura di accesso civico generalizzato) hanno risposto tutte le regioni, ad eccezione di Calabria, Friuli-Venezia Giulia e Puglia. La Regione Campania ha fornito una risposta interlocutoria che riferisce che è tutto in fase di programmazione. Per Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Piemonte, Sardegna e Toscana, risposte molto complete in termini di informazioni riportate. Basilicata, Liguria, Lombardia, Molise, Umbria, Sicilia, Valle d’Aosta e Veneto hanno riportato poche indicazioni. Tutte le Regioni comunicano di aver inoltrato la richiesta di accesso ai fondi stanziati. Le Regioni Lazio, Marche, Piemonte e Toscana hanno dato indicazione sulla ripartizione dei fondi, insieme a Emilia-Romagna e Sardegna che hanno anche fornito dettagli numerici. Solo 13 regioni (Abruzzo, Basilicata, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Sardegna, Toscana, Umbria, Valle D’Aosta, Veneto) oltre ad aver individuato il centro o i centri per diagnosi e alla cura della fibromialgia, hanno anche specificato quali sono e dove si trovano.
Questi sono alcuni dei dati che emergono dall’indagine condotta da Cittadinanzattiva sull’impiego e la destinazione dei fondi dedicati allo studio, alla diagnosi e alla cura della fibromialgia e rivolti alle Regioni. Il contesto normativo è attualmente in stallo: nonostante la legge di Bilancio 2022 abbia istituito un Fondo per lo studio, la diagnosi e la cura della fibromialgia - con una dotazione di 5 milioni di euro per il 2022 – e nonostante un decreto successivo lo abbia ripartito tra tutte le Regioni (con l'esclusione delle Province autonome di Trento e di Bolzano) nessuna di esse ha di fatto ricevuto la propria quota. Secondo la legge, comunque, le Regioni sono tenute, dallo scorso dicembre 2022, ad individuare sul proprio territorio uno o più centri specializzati, per la gestione delle persone con fibromialgia e in grado di assicurare ai pazienti una presa in carico multidisciplinare.
Nell’analizzare le risposte fornite dalle Regioni, Cittadinanzattiva constata un generale ritardo sul tema della trasparenza da parte delle pubbliche amministrazioni che, nella gran parte dei casi, sembrano considerare la risposta alla richiesta di informazioni, attraverso lo strumento dell’accesso civico generalizzato, come mero adempimento formale. Particolarmente grave è il caso delle Regioni Calabria, Friuli Venezia Giulia e Puglia perché, in questi casi, non è chiaro se l’assenza di risposta all’accesso civico corrisponda ad una mancata richiesta dei fondi dedicati (con la diretta conseguenza di non poter erogare prestazioni e servizi a beneficio dei cittadini affetti da fibromialgia e quindi favorendo difformità di cura rispetto ad altri territori. Dall’indagine si rileva chiaramente anche il mancato coinvolgimento, o il coinvolgimento molto parziale delle organizzazioni civiche e delle associazioni di pazienti, sia nella definizione di PDTA regionali sulla sindrome fibromialgica, sia nella predisposizione di percorsi assistenziali multidisciplinari che consentano anche agli specialisti di avere un corretto approccio alla cura e alla diagnosi della malattia.
“I dati di questa indagine - dichiara Tiziana Nicoletti, Responsabile del Coordinamento nazionale Associazioni dei Malati Cronici di Cittadinanzattiva - sono essenziali per riflettere su quanto ancora ci sia da fare per rispondere fattivamente alle richieste di salute e assistenza dei cittadini affetti da fibromialgia e dei loro caregiver. Per questo chiediamo alle Istituzioni di impegnarsi per cambiare la situazione attuale: innanzitutto bisogna erogare subito i fondi che la legge prevede, in modo che le Regioni possano organizzare e attivare i vari servizi sul piano territoriale. Non basta: è anche imprescindibile e doveroso che il Ministero risponda concretamente ai cittadini che attendono dal 2018 - anno in cui la Commissione permanente sui LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) ha dato parere favorevole - aggiornando i LEA e inserendo la fibromialgia tra le malattie croniche riconosciute. Come Cittadinanzattiva e Coordinamento nazionale Associazioni dei Malati Cronici, proseguiamo il nostro impegno nel voler garantire maggiore e migliore accesso alle cure in maniera uniforme, al fianco dei cittadini e, in dialogo con le Istituzioni, anche con il monitoraggio su qualità ed esiti di salute, una volta che i fondi saranno stati assegnati.”
La sofferenza dei cittadini in uno stato di emergenza sanitaria. E cinque chiavi per provare ad uscirne.
Il Rapporto, il Manifesto e le iniziative a difesa del SSN sono disponibili su www.cittadinanzattiva.it
Terminata l’emergenza pandemica, i cittadini si trovano a fare i conti più di prima con le conseguenze di scelte improvvide che durano da decenni: lunghissime liste di attesa, pronto soccorso allo stremo, medici di medicina generale assenti in molte aree non per nulla definite “deserti sanitari”. Il ricorso alla spesa privata aumenta ed è incompatibile con un sistema universalistico, oltre a essere possibile solo se le condizioni economiche dei singoli lo permettono. Per molte cittadine e molti cittadini l’attesa si è trasformata in rinuncia.
Sono le tante urgenze sanità che Cittadinanzattiva fotografa nel Rapporto civico sulla salute 2023, presentato oggi a Roma presso il Ministero della Salute. Quest’anno il Rapporto viene diffuso all’interno di una giornata più generale dal titolo appunto “Urgenza sanità”, un primo momento pubblico della mobilitazione permanente promossa da Cittadinanzattiva a difesa del Servizio Sanitario Nazionale. Dopo la presentazione del Rapporto, dalle ore 14 gli attivisti dell’organizzazione provenienti da numerose regioni scenderanno in piazza davanti al Ministero per manifestare le urgenze sanitarie dei loro territori. Altre iniziative si svolgeranno a livello locale anche nei prossimi giorni.
Tre i momenti: la presentazione del Rapporto civico sulla salute, un presidio a difesa del SSN, un confronto tra cittadini e partiti politici sul futuro della sanità pubblica.
Si parte la mattina con la presentazione del Rapporto civico sulla salute 2023, che si terrà dalle 9.30 alle 12.30, presso il Ministero della Salute - Auditorium “Cosimo Piccinno” - Via Lungotevere Ripa 1, Roma. Il Rapporto si presenta, per il secondo anno consecutivo, in una nuova veste e fornisce una fotografia della sanità vista dai cittadini, unendo due analisi: una afferente alle segnalazioni giunte, nel corso del 2022, al servizio PiT Salute e alle 330 sezioni territoriali del Tribunale per i diritti del malato; l’altra finalizzata ad esaminare, da un punto di vista civico, il federalismo sanitario con l’intento di coglierne la complessità, l’articolazione organizzativa, la capacità di amministrare e fornire risposte in termini di servizi e assistenza sanitaria ai cittadini. Durante l’evento verranno analizzate in particolare le seguenti macroaree: prevenzione, accesso alle cure, desertificazione sanitaria con specifico riferimento al personale sanitario, PNRR e assistenza territoriale.
A seguire, dalle ore 14 in Piazza Castellani, antistante il Ministero della Salute, gli attivisti di Cittadinanzattiva arriveranno da diverse regioni per portare la voce e le difficoltà dei cittadini nell’accesso ai servizi sanitari nei loro territori.
Dalle 15:30 alle 17:30 ci sposteremo presso il Teatro Trastevere, Via Jacopa de' Settesoli, 3, per un confronto tra cittadini e partiti politici sul futuro della sanità pubblica, a partire dai dati e dalle proposte evidenziate dal Rapporto civico.
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Dieci punti chiave e quarantasette azioni concrete per migliorare la qualità e la sicurezza delle cure in ospedale, attraverso impegni che coinvolgono reciprocamente le aziende socio-sanitarie, i cittadini e le istituzioni.
È questo l’obiettivo della Carta della qualità e della sicurezza delle cure, promossa da Cittadinanzattiva da oggi online in occasione della Giornata Mondiale del lavaggio delle mani, e realizzata con il contributo di rappresentanti delle istituzioni, dei professionisti sanitari, delle società scientifiche, delle associazioni di pazienti. Il grande tema che ha ispirato il lavoro della Carta è relativo al rischio infettivo correlato all’assistenza sanitaria e alla diffusione dell’antimicrobico resistenza, due fenomeni che, per numeri e conseguenze, possono avere un impatto grave sulla salute dei cittadini e sulla sostenibilità anche economica dei servizi sanitari. Secondo l’ultimo rapporto dell’OMS ‘Global report on infection prevention and control’, ogni 100 pazienti ricoverati nelle strutture ospedaliere, ben 7 nei Paesi ad alto reddito e 15 in quelli a basso e medio reddito contraggono un’infezione. Uno su dieci va incontro al decesso. Il 70% di questi, dice l’Oms, potrebbe essere evitato attraverso una maggiore prevenzione, formazione del personale per l’implementazione dei protocolli di sicurezza e una migliore igiene negli ambienti ospedalieri.
Giunta alla diciassettesima edizione, la Giornata europea dei diritti del malato si celebra oggi con una conferenza presso il Parlamento europeo a Bruxelles, dalle ore 15 alle ore 17, promossa da Active Citizenship Network, la rete europea di Cittadinanzattiva. Al centro dell’evento la sfida relativa alle terapie avanzate (ATMPs, Advanced Therapy Medicinal Products), un tema correlato a diversi diritti dei pazienti - accesso alle cure, al trattamento personalizzato, all'innovazione e all'informazione - proclamati dalla Carta Europea dei Diritti del Malato. L’evento è ospitato dall’europarlamentare Brando Benifei (S&D) e organizzato con il supporto degli europarlamentari aderenti ai Gruppi di interesse "Diritti dei pazienti europei e assistenza sanitaria transfrontaliera" e “MEP Transform”. Durante la Giornata saranno presentati contributi dalle istituzioni dell'UE, dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, dai gruppi di difesa dei pazienti di diversi paesi, da esperti indipendenti e da diversi operatori nel campo delle terapie avanzate, o ATMP (Advanced Therapy Medicinal Products).
Lo sviluppo delle terapie avanzate presenta nuove opportunità per il trattamento e la prevenzione di una varietà di patologie (le malattie geniche, quelle oncologiche e le malattie a lunga prognosi) o per ristabilire, correggere o modificare funzioni fisiologiche compromesse negli esseri umani, anche con la correzione di mutazioni acquisite su base genetica. La rilevanza di queste terapie innovative le pone al centro della discussione sulla salute e le scelte di politica sanitaria del futuro e sostenibilità del servizio sanitario.