Nel nostro Paese le aree interne rappresentano il 52% dei Comuni, coprono circa il 60% della superficie territoriale e ospitano il 22% della popolazione nazionale. Sono aree che si contraddistinguono per una perdita progressiva degli abitanti e per l’invecchiamento della popolazione residente, con un aumento del livello delle disuguaglianze, sia nell’accesso ai servizi, che nella qualità dei servizi offerti, in particolare la salute e l’istruzione. Sono aree penalizzate da un divario digitale significativo e dalla dismissione progressiva dei servizi a rete, non ultimi sportelli bancari e uffici postali.
L’attenzione a questi problemi e a queste disuguaglianze è parte dell’attività di Cittadinanzattiva in termini di tutela dei diritti e di sostegno ai soggetti in condizione di debolezza nelle aree interne del nostro Paese.
Da queste premesse nasce il progetto L'accesso ai servizi bancari nelle aree interne che prevede la realizzazione di un percorso volto a rafforzare la digitalizzazione, la consapevolezza finanziaria e l’imprenditorialità delle aree del paese significativamente distanti dai centri di offerta di servizi essenziali (istruzione, salute e mobilità).
Il progetto, realizzato in partnership con UniCredit nell’ambito di “Noi & UniCredit”, l’accordo di collaborazione fra la banca e 14 Associazioni dei Consumatori di rilevanza nazionale a cui Cittadinanzattiva partecipa attivamente fin dal 2005, coinvolge in via sperimentale tre aree interne individuate nell’Alta Carnia, nel Matese e nella Val Nerina.
In tema di vaccini Cittadinanzattiva è da anni impegnata in attività di empowerment rivolte ai cittadini in generale ed ai suoi attivisti in particolare, sia attraverso una campagna informativa su diritti e responsabilità in ambito vaccinale #rompilatrasmissione, sia attraverso seminari di formazione nelle sedi regionali di Cittadinanzattiva, come quella del 2018 “Vaccinazioni diritti e doveri oggi in Italia: informarsi per informare e promuovere empowerment” di cui presentiamo la seconda edizione.
I numerosi atti normativi e programmatori intervenuti richiamano il TDM ad un necessario aggiornamento formativo allo scopo di favorire e promuovere l’empowerment dei cittadini.
A fronte di normative che cambiano e che rafforzano diritti e doveri, è quindi fondamentale fare chiarezza riguardo i numerosi errori e misinterpretazioni sul tema, prima di tutto a favore dei nostri attivisti che giocano un ruolo fondamentale nel trasferire le informazioni, affinché i cittadini possano acquisire sempre maggiore consapevolezza, oltre che essere vigili e primi attori di cambiamento in caso di eventuali disservizi.In particolare, il progetto: “Il diritto ai vaccini oggi in Italia: continuiamo a formare le prime linee di Cittadinanzattiva” al pari delle altre attività avviate in ambito vaccinale, si inserisce concretamente con quanto definito nel position paper espresso e approvato dalla Direzione Nazionale di Cittadinanzattiva nel 2017.
Finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ai sensi dell’art. 72 del Decreto Legislativo 3 luglio 2017, n. 117, il progetto ha come promotori AICS (Associazione Italiana Cultura e Sport), Cittadinanzattiva e FICTUS (Federazione Italiana Enti Culturali, Artistici e Sportivi), in collaborazione con Cittalia, Centro Europeo di Studi e Ricerche per i Comuni e le Città – Fondazione di Ricerche dell’ANCI.
I beneficiari del progetto sono giovani italiani e profughi, richiedenti asilo e/o protezione internazionale ospitati presso CAS o SPRAR di età compresa tra i 16 e 25 anni.
Premessa
Le migrazioni internazionali rappresentano un fenomeno in crescita, trasversale a tutto il territorio nazionale, che è divenuto un elemento costante all’interno della vita della comunità “accogliente”. Tuttavia, il fenomeno è oggetto di numerose misperception: certe cornici interpretative hanno contribuito ad ancorarlo allo sviluppo di un’emergenza, securitaria o umanitaria, spesso senza considerare le normative ed i cambiamenti geopolitici che hanno contribuito a determinare un simile contesto. Le migrazioni appaiono così sempre più strumentalizzate e semplificate, recepite, nelle loro rappresentazioni, in una forma che sembra più subita che progettata: un fenomeno strutturale al quale si è risposto con un inasprimento dei controlli esterni e interni, non necessariamente efficaci. Ad oggi infatti la gestione dei flussi migratori viene posta principalmente in termini di erogazione di misure di accoglienza e primo soccorso, di tipo dunque “emergenziale” che, se efficaci negli stadi iniziali dell’arrivo delle persone migranti, non permettono né ai servizi né alla comunità accogliente, e tantomeno alla popolazione migrante di lavorare sullo scenario che va oltre lo “sbarco”; la permanenza di molti sul territorio e dunque la costruzione di quella che diventerà la “comunità del futuro”.
Alla luce di questi elementi, l’esigenza diviene occuparsi non solo dei flussi migratori quali “popolazioni in movimento” (osservando i numeri che le statistiche mettono a disposizione), ma anche e soprattutto lavorare sulle ricadute di questi spostamenti nella relazione fra comunità accogliente e comunità migrante, individuando obiettivi di coesione sociale, creando legami e presupposti per la costruzione delle comunità future.
Obiettivi e finalità
Con il progetto “Cultura dell’accoglienza e comunità inclusiva” si intende dunque realizzare un’attività tesa a sensibilizzare la comprensione del fenomeno migratorio e, anzi, a valorizzarne il contenuto, per sganciarlo dal frame di politiche che l’ha determinato e dalle credenze ormai retoriche, nonché strategie comunicative (fake news) frutto di cattive interpretazioni, per porre al centro il cittadino straniero e il suo vissuto.
Il progetto ha infatti l’obiettivo di diffondere presso le comunità locali coinvolte un modello di “accoglienza solidale” che prevede l’attivazione di percorsi di cittadinanza inclusiva mediante attività artistiche e ricreative ed iniziative di promozione dell’attivismo civico, animate da giovani cittadini italiani e migranti. In particolare, attraverso la cultura, l’arte e le attività ricreative, che diventano piattaforme per il dialogo e l’unità tra diverse comunità, si realizzano percorsi di inclusione e iniziative che fungano da strumento di connessione tra le tradizioni del Paese di origine e la nuova vita dei ragazzi coinvolti. In questo modo, dando vita a spazi creativi e progetti per limitare la discriminazione e i pregiudizi contro le persone migranti, ci si avvale delle forme di espressione artistica come veicoli prioritari per la definizione di percorsi d’accoglienza, buone pratiche e format d’integrazione.
Attività
L’ambito territoriale di attuazione comprende 20 Regioni, per un totale di 31 Province e 34 Comuni. In ciascun territorio coinvolto viene attivato un percorso di “cittadinanza inclusiva”, finalizzato alla promozione dell’attivismo civico dei giovani italiani e migranti secondo l’approccio “communityholder” incentrato su esigenze e obiettivi comuni anziché su specifiche esigenze dei singoli.
Il percorso di “cittadinanza inclusiva” si svolge nell’arco di 18 mesi e si articola in 3 fasi:
Attraverso le varie fasi, il progetto, nel suo insieme, si propone quindi di innescare una serie di movimenti comunitari in grado di migliorare l’interazione tra comunità accogliente e persone migranti e di sensibilizzare la comunità rispetto alla percezione del fenomeno migratorio, agendo sul fronte della coesione sociale.
Attraverso la creazione di gruppi misti e la realizzazione di attività e iniziative di impatto sulla comunità locale, si creano sinergie, incontri, scambi e occasioni di collaborazione tra la cittadinanza, le organizzazioni/istituzioni locali e le comunità di persone migranti.
Le attività realizzate hanno un impatto non solo sociale ma anche di tipo culturale, poiché la collaborazione e la realizzazione di iniziative pubbliche locali rendono visibili a tutta la cittadinanza movimenti e realtà che si pongono in diretto contrasto con gli stereotipi e le misinterpretazioni attualmente diffuse sul fenomeno migratorio, attraverso la partecipazione e l’attivismo delle stesse persone migranti alla vita del territorio e della comunità locale.
Il sito del progetto: www.culturaeaccoglienza.it
Anno di realizzazione: 2018/2020
Per maggiori informazioni: Angela Masi
Finanziato dal Ministero del Lavoro e politiche sociali, ai sensi dell’art. 72 del Decreto Legislativo del 3 luglio 2017 n. 117, il progetto “ESC-Economia Solidale Circolare” ha come promotori CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza), Cittadinanzattiva e CICA (Coordinamento Italiano delle Case Alloggio per persone con HIV/AIDS).
Obiettivi
Il progetto ha come obiettivo la definizione di un modello di economia solidale circolare basata sullo sviluppo di pratiche di produzione e consumo sostenibili e responsabili nella compagine associativa e fra i principali stakeholder dei proponenti, diminuendo la produzione di rifiuti, valorizzando pratiche di recupero, riutilizzo e riciclo dei materiali e coniugando l'attività d'impresa con i percorsi di inclusione socio-lavorativa per le persone più fragili e vulnerabili, intese non più come "scarti" bensì come risorse di capitale sociale, relazionale e di competenze lavorative.
Da tantissimi anni come Cittadinanzattiva, Tribunale per i diritti del malato, siamo impegnati nella lotta “contro il dolore inutile”, molteplici le attività in questi anni che hanno portato al riconoscimento della dignità della persona in ogni momento, ma la battaglia più importante su questo tema è stata la Raccomandazione civica sul dolore cronico non oncologico, presentata nel 2008 alle Istituzioni che ha poi portato all’elaborazione della legge 38, legge nazionale sul dolore.
Dalla pubblicazione della L. 38/2010 diversi passi sono stati fatti, ma molto ancora c’è da fare per la sua piena attuazione. Per questo intendiamo continuare a percorrere questa strada per sensibilizzare e informare le persone anche sul tema dell’anestesia pediatrica e sul dolore dei piccoli pazienti. Da qui il progetto “Pronti a partire”
In continuità con il lavoro svolto nella prima edizione, intendiamo rafforzare le capacità di intervento sul fronte della corretta informazione e diffondere una consapevolezza diffusa relativa all’opportunità di cura offerta dai vaccini. Nonostante in questi ultimi mesi il dibattito sui vaccini sia stato ’scosso’ positivamente dal Patto sulla scienza, quello delle vaccinazioni rimane un tema su cui continuare a lavorare per fornire un’informazione chiara e tempestiva.
In questa nuova edizione un focus sarà dedicato alle persone che soffrono di patologie croniche; in concomitanza con la stagione influenzale, nella seconda edizione all’interno della guida sarà possibile ricevere informazioni sul vaccino antinfluenzale, tutto animato attraverso i nostri canali social.
Oggi l’area oncologica risulta essere tra quelle nelle quali Cittadinanzattiva nella sua attività quotidiana di tutela, raccoglie il maggior numero di segnalazioni. Un importante numero di segnalazioni riguarda l’accesso alle terapie nei day hospital ed in particolare l’organizzazione dei servizi sanitari non razionali/disfunzionali e molto difformi sul territorio, la difficoltà ad accedere tempestivamente alle terapie farmacologiche, discontinuità assistenziale tra ospedale e territorio e nella mobilità interregionale, la mancanza di umanizzazione delle cure.
Per questo motivo Cittadinanzattiva con la collaborazione di AIL, ha deciso di impegnarsi sul tema per individuare criticità e punti di forza. Una prima iniziativa, partita nel 2018, è stata quindi la realizzazione di un monitoraggio civico dei Day hospital oncoencologici.
È O.R.A. di muoversi! Di rompere gli schemi, allargare gli orizzonti, immaginare e percorrere nuove strade. Open Road Alliance è l'alleanza dei giovani delle città metropolitane d'Italia, riuniti per progettare le comunità del futuro e costruire il nuovo Manifesto della Mobilità Sostenibile - La Mobilità del Futuro.
L’intento di O.R.A., il progetto ideato su iniziativa di Cittadinanzattiva e Fondazione Unipolis, è promuovere una nuova cultura della mobilità attraverso l’educazione ad un nuovo modello di mobilità più sostenibile in senso ampio, basato cioè sull’attenzione ai temi ambientali, la condivisione dei mezzi, la sicurezza, un orientamento alla multimodalità e all’interoperabilità oltre che ad un approccio più sostenibile al mondo dei servizi pubblici locali. Le azioni progettuali si collocano nell’ambito degli obiettivi di sviluppo sostenibile indicati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Partire dai giovani, promuovendo la loro partecipazione attiva su questi temi, è fondamentale per costruire comunità intelligenti, inclusive, sostenibili e favorire il dialogo tra gli stakeholder attorno alle tematiche più rilevanti. Prima fra tutte quella delle aree urbane dove, oltre al rispetto delle regole e alla consapevolezza della strada come bene comune, servono nuovi assetti urbani.
Cittadinanzattiva, nel contesto di realizzazione del programma RESTART finanziato da ANCI e dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, realizzerà alcune giornate di formazione e attivazione di facilitatori, giovani (16-35) interessati ad animare l’ALTO ATERNO con attività di promozione del territorio e di sviluppo locale, creazione e supporto alla microimprenditorialità. Gli incontri e i laboratori si svolgeranno dal 16 luglio al 31 agosto e saranno volti a realizzare coralmente, a partire dal racconto di esperienze simili e con l’apporto delle capacità dei partecipanti, strumenti e modalità partecipate per la diffusione di conoscenze culturali e paesaggistiche, di specificità e ricchezze presenti sul territorio, coordinare azioni per ri-significare spazi pubblici trascurati, creare occasioni di collaborazione fra le numerose realtà territoriali, aumentare la conoscenza e l’applicazione dell’innovazione. I Comuni coinvolti nel progetto sono: Barete, Capitignano, Cagnano Amiterno, Montereale e Pizzoli.
A seguito delle recenti elezioni europee, nei confronti degli attori della società civile potrebbe cambiare qualcosa a livello di attenzione da parte dei nuovi Parlamento e Commissione Europea? Per chi è impegnato nell'advocacy potrebbe rendersi necessario presentarsi ai nuovi rappresentanti delle Istituzioni Europee in modo differente rispetto al passato (in termini di alleanze/nuove modalità di comunicazione/strategie, etc.). Su quali azioni prioritarie puntare per il prossimo futuro a livello europeo?
La tavola rotonda “Attivi in Europa: quali prospettive di advocacy all’indomani delle elezioni europee” ha avuto l'obiettivo di avviare una prima riflessione tra un selezionato numero di interlocutori sensibili alle tematiche europee.
L’iniziativa è stata realizzata nell’ambito del progetto Europeo “Polart Circle”, finanziato dal Programma Erasmus+ dell'Unione Europea, che mira a coniugare l’attivismo civico con le forme espressive dell’arte.
Di seguito il programma dell’iniziativa:
Modera:
Anna Lisa Mandorino, Vicesegretario generale di Cittadinanzattiva
15:00 - Introduzione:
Mariano Votta, Responsabile Politiche Europee di Cittadinanzattiva e Direttore Active Citizenship Network
Presentazioni:
Esito delle elezioni Europee e possibili scenari per gli operatori del terzo settore
Pier Virgilio Dastoli, Presidente del Consiglio Italiano del Movimento Europeo
Le attività di Cittadinanzattiva all’estero e piano d’azione 2019-2020
Daniela Quaggia, Project Manager Active Citizenship Network
L’esperienza di Polart Circle
Sara Beltrami, volontaria Cittadinanzattiva (video messaggio)
Tavola rotonda:
Arturo Salerni, Presidente Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili (CILD)
Gianluca Giansante, Digital Communication Strategist Partner, Comin & Partners
Claudia Salvi, Europe Direct Roma Innovazione, Formez PA
Diva Ricevuto, Istituto Luigi Sturzo - Young Leaders
17:00 - Chiusura lavori
Per le foto, clicca qui
Per le biografie dei relatori, clicca qui
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EU Project co-funded by the Erasmus+ Programme Strategic Partnership
IIa ANNUALITÀ
Premessa e tema portante nel 2019
In Italia le farmacie rappresentano un fondamentale presidio del Servizio Sanitario, anche se -come emerso dal I° Rapporto Annuale sulla Farmacia - non sempre vengono sufficientemente valorizzate.
A partire da una analisi condivisa dei risultati emersi durante la prima Iª annualità del progetto, nel 2019 Cittadinanzattiva in partnership con Federfarma, ha deciso di dare continuità al progetto dando il via alla seconda annualità.
L’ambito della fragilità/cronicità viene confermato quale cornice di riferimento della progettualità ed in particolare nel 2019 è stato individuato come tema portante il ruolo delle Farmacie nella implementazione nel Piano Nazionale Cronicità per ciò che attiene alla Prevenzione e all’Aderenza terapeutica.
Finalità generale ed obiettivi specifici del progetto
L’iniziativa ha la finalità ultima di contribuire a qualificare il rapporto tra farmacia/ farmacista e cittadino, in un’ottica di reciproca fiducia, scambio e collaborazione, nonché di valorizzazione, rilancio e diffusione della “Carta della Qualità della farmacia”.
Nello specifico, nel 2019 il progetto produrrà la seconda edizione del Rapporto Annuale sulla Farmacia quale strumento di politica pubblica, comprensivo di dati e proposte politiche.
Attività programmate e strumenti di indagine
Non muta l’impianto metodologico già utilizzato nella prima edizione mentre si arricchiscono le attività, infatti nel 2019, in merito al tema sopra esplicitato, si effettuerà una ricognizione raccogliendo dati dai 3 target: Farmacisti, Cittadini e Associazioni di Pazienti.
Anno di realizzazione: 2019
Per saperne di più, contattare la Responsabile del progetto Maria Vitale:
Il progetto è realizzato da Cittadinanzattiva in partnership con Federfarma
e con il contributo incondizionato di Teva
La profonda e drammatica incompatibilità tra i limiti ambientali del pianeta e l’attuale modello di produzione e consumo, basato spesso sulla logica dell’usa e getta, è oggi sempre più evidente e rende necessario un cambiamento significativo degli stili di vita e dei modelli di produzione e consumo in un’ottica di promozione dello sviluppo sostenibile dei territori e della comunità. In questo scenario, da un lato, va posta più attenzione sulla riduzione degli sprechi premiando le realtà imprenditoriali che realizzano prodotti e servizi meno impattanti, dall’altro è fondamentale sensibilizzare i cittadini sulla raccolta differenziata e sul corretto conferimento dei beni a fine vita.
In tal senso, il progetto propone delle azioni che stimolino l’impegno congiunto di tutti gli attori del panorama sociale e coinvolgano i cittadini affinché diventino protagonisti di nuove scelte e stili di vita improntati al rispetto dell’ambiente, alla diffusione dell’economia circolare e di modelli di sviluppo più sostenibili.
Cittadinanzattiva sin dal 2013 si è occupata del tema biologici e biosimilari con il I° rapporto nazionale sui farmaci biologici e biosimilari, nel 2014 con l’indagine civica sull’esperienza dei pazienti rispetto all’uso dei farmaci, con focus su farmaci biologici e biosimilari e nel 2017 con l’indagine civica sull'esperienza dei medici in tema di aderenza alle terapie, con focus su farmaci biologici e biosimilari, cogliendo il punto di vista dei cittadini e pazienti, oltre che dei professionisti, su l’opportunità fornita dall’arrivo di questi farmaci, commisurata alla garanzia di offrire alle persone che li utilizzano la migliore cura, fornendo il proprio contributo alla discussione che ha portato alla pubblicazione del primo position paper sui farmaci biosimilari del 2013 e del secondo position paper sui farmaci biosimilari di AIFA pubblicato a marzo 2018.
Torna “Agente 0011: Missione Inclusione” per sensibilizzare e promuovere la comprensione critica e la mobilitazione della società civile italiana sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDGs – Sustainable Development Goals), da raggiungere entro il 2030.
Quest’anno, a incoraggiare gli Agenti 0011, sarà Tommy Kuti, rapper di origine nigeriana di base a Brescia che ha aderito con entusiasmo al progetto. Le sue canzoni raccontano la condizione di un ragazzo di origine straniera che cresce in un Paese in cui l’inclusione e la conoscenza dell’altro sono ancora temi aperti. Il rapper ha realizzato un video in cui racconta la sua storia di integrazione e in cui invita i membri della sua community a diventare un Agente 0011.
Guarda la WebSerie.
Premessa
Il fenomeno delle liste di attesa è senza ombra di dubbio tanto complesso quanto urgente da risolvere. Dai dati del XXI Rapporto Pit Salute di Cittadinanzattiva, i principali ostacoli all’accesso alle prestazioni sanitarie sono proprio le lunghe liste d'attesa abbinate ai costi a carico dei cittadini.
Per quanto riguarda le liste d’attesa, a denunciarle è il 56% dei cittadini, a fronte del 54% nel 2016, e sono in aumento soprattutto per interventi chirurgici (+1,9%, con il 30% delle segnalazioni) e per chemio e radioterapia (+4,8%), mentre calano per esami diagnostici (-5,6%) e per visite specialistiche (-1,1%), anche se è ancora soprattutto per queste ultime prestazioni che si attende, nel 39% dei casi.
Per contrastare questo fenomeno in Italia è stato di recente approvato il nuovo Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa che, come dichiarato a dicembre 2018 dal Ministro della Salute, ha come obiettivo quello di riportare “la salute dei cittadini al primo posto”.
Il tema ha di certo rilevanza di carattere nazionale, ma è governato in modo peculiare dai diversi Servizi sanitari regionali ed implementato in modo multiforme nei processi organizzativi Aziendali. Per questo motivo Cittadinanzattiva, mediante la sua Agenzia di Valutazione Civica, ha inteso applicare a questo ambito l’Audit Civico® , metodologia già utilizzata nelle Asl italiane per la valutazione di numerosi Servizi.
Finalità generale
Il Progetto consiste nella ideazione e implementazione di un Audit Civico® finalizzato ad indagare, dallo specifico punto di vista del cittadino/paziente, il problema delle liste di attesa nella Regione Abruzzo e le misure adottate per contrastare tale fenomeno.
Partendo dalla rilevazione di punti di forza ed elementi di criticità, il progetto ambisce a definire in modo congiunto - ovverosia col diretto coinvolgimento di Istituzioni, operatori e cittadini - azioni di miglioramento dei processi organizzativi al fine di garantire un acceso tempestivo, equo ed appropriato alle cure.
Strumenti ed aree di indagine
Per conseguire le finalità del progetto, verranno costruiti 3 tipologie di strumenti di indagine, quali:
La metodologia dall’Audit Civico® e il suo utilizzo in Abruzzo
L’Audit Civico®, ideato da Cittadinanzattiva nel 2000, è una metodologia di analisi e valutazione dei Servizi e delle Politiche pubbliche, promossa e realizzata dai cittadini in collaborazione con le Amministrazioni, con l’obiettivo di avviare processi di miglioramento della qualità.
Sulla base di indicatori relativi a fattori di qualità, l’Audit Civico® consente di rilevare e monitorare:
I risultati quantitativi prodotti dall’Audit Civico® in termini di Indici di Adeguamento agli Standard (IAS), rappresentano uno strumento per mettere in evidenza i punti di forza e di debolezza dei Servizi monitorati allo scopo di pianificare azioni di miglioramento.
Il progetto rappresenta il primo Audit Civico® specifico sulle liste di attesa che viene effettuato in Italia, e non è un caso che l’Agenzia Sanitaria Regionale Abruzzo sia stata la prima ad adottarlo nella propria Regione in quanto da anni, tra le forme di valutazione dei propri servizi, utilizza l’Audit Civico®, come avvenuto nei seguenti servizi:
TIPO DI AUDIT CIVICO / TEMA |
ANNO di raccolta dati |
Nr. ASL |
Nr. servizi valutati |
Rete Emergenza - Urgenza |
2015 |
4 |
13 DEA e Pronto Soccorso |
Assistenza Domiciliare Integrata |
2014 |
4 |
22 Servizi ADI |
Rete Emergenza - Urgenza |
2012 |
4 |
19 DEA e Pronto Soccorso |
Servizi Salute Mentale |
2012 |
4 |
4 DSM- 6 SPDC |
Servizi Salute Mentale |
2010 |
6 |
6 DSM -5 SPDC-6 CSM |
Presidi Ospedalieri e Servizi |
2010 |
5 |
24 Distretti-19 Poliambulatori |
Durata del progetto: in corso (2018-2019)
Riferimento: Maria Vitale
Link utili:
Il progetto è realizzato in collaborazione e con il contributo dell’Agenzia Sanitaria Regionale Abruzzo
Cittadinanzattiva da sempre è impegnata nella diffusione e implementazione della partecipazione civica, considerando necessario per la tutela dei diritti dei singoli e della collettività il confronto fra cittadini e istituzioni, al fine di progettare insieme soluzioni, auspicabilmente condivise, ai problemi. I processi partecipativi, infatti, producono effetti positivi sia sulle istituzioni che le promuovono che sui partecipanti e la collettività in generale. Produrre decisioni condivise, fa si che le soluzioni ai problemi partano dai bisogni reali dei cittadini, aumentino la legittimità delle decisioni e l’efficacia in fase di attuazione, dal momento che non sono imposte dall’alto ma definite attraverso il coinvolgimento dei destinatari diretti.
Tuttavia, non sempre si raggiunge questo obiettivo, perché gli spazi di partecipazione, in modo particolare in ambito sanitario, risultano a volte inesistenti, a volte poco definiti. Alle volte, invece, la partecipazione è declinata nella semplice informazione o consultazione, ma non in una co-decisione e non vengono valutati gli esiti del processo.
SPORTELLI ATTIVI PER L' EMERGENZA COVID19
Nell’ambito del bando Adolescenza della Fondazione Con i Bambini, è stato promosso il progetto Open Space - Spazi di partecipazione attiva della Comunità Educante, realizzato da un Consorzio che vede come capofila ActionAid e come soggetti partner Cittadinanzattiva, Arteteca; Euroform; Bayty Baytik; CONI; Comuni di Bari, Palermo, Reggio Calabria; Federgat; Fondazione Albero della Vita; Fondazione Giovanni Paolo II, Fondazione Mondo Digitale; Junior Achievement; Mario Cucinella Architects e come ente certificatore l’Università Bocconi.
Finalità del progetto
Identificare un modello capace di rendere le comunità inclusive e responsabili per favorire la crescita formativa, culturale e l’empowerment di pre e adolescenti di 4 scuole polo e 8 scuole satellite a Milano, Reggio Calabria, Bari e Palermo. In tutte e 4 le aree periferiche indicate si registrano problematiche sociali gravi specialmente in relazione alla dispersione e all’abbandono scolastico, oltre a situazioni familiari difficili o fragili. Le Scuole si trovano in quartieri con un alto tasso di povertà, marginalizzati e ghettizzati rispetto al centro città e caratterizzati spesso da una bassa presenza delle istituzioni e pochi spazi ed opportunità di tipo sociale, artistico e formativo.
L’iniziativa Io sono originale promossa dalla DG Lotta alla contraffazione – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del Ministero dello Sviluppo Economico e realizzata dalle Associazioni di consumatori*, questa volta propone nuove attività tutte dedicate ai Comuni della cosiddetta Terra dei Fuochi.
I cittadini dei Comuni della provincia di Caserta e Napoli saranno i destinatari delle attività formative, ludiche e informative che verranno organizzate entro la fine di marzo 2019.
Il progetto di cui Cittadinanzattiva fa parte prevede la realizzazione di:
Tutte le iniziative hanno l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini su un argomento molto diffuso ma non sempre conosciuto, in particolare per ciò che riguarda le conseguenze che può causare. Informazioni chiare e precise vogliono favorire l’adozione di comportamenti corretti e fornire le conoscenze utili a riconoscere i prodotti originali da quelli falsi.
*ACU, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Assoconsum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Casa del Consumatore, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Movimento Consumatori, Unione Nazionale Consumatori, Udicon, Associazione Utenti Servizi Radiotelevisivi.
Per maggiori informazioni:
Anno di realizzazione: 2019
Protocollo di intesa fra Cittadinanzattiva ed Estar Toscana
In continuità con quanto già fatto attraverso “La gara che vorrei. Acquisti in sanità garantendo i diritti, raccomandazione civica sugli acquisti in sanità“, vogliamo continuare a lavorare perché dalle raccomandazioni si passi alle azioni. L’obiettivo è quello di produrre cambiamenti reali nella pratica quotidiana degli acquisti in sanità, anche attraverso il riconoscimento del ruolo che i cittadini possono e devono assumere a sostegno di acquisiti in grado di rispondere ai reali bisogni e diritti delle persone, garantendo il rispetto dei diritti e un uso appropriato di tutte le risorse, economiche, umane e strumentali, un Servizio Sanitario capace di riconoscere ai cittadini il ruolo di attori di una politica pubblica. Per questo l’idea è quella di fare in modo che le realtà regionali (centrali di acquisto) facciano proprie le raccomandazioni civiche mettendo in atto azioni per applicarne i contenuti, sperimentandone l’implementazione.
ll ruolo della farmacia assume sempre maggiore rilevanza all’interno del Servizio Sanitario Nazionale: alle farmacie ospedaliere e ai servizi farmaceutici delle ASL è assegnato l’importante compito di garantire i diritti fondamentali dei pazienti come quelli ad un accesso equo e tempestivo alle cure, alla sicurezza, all’innovazione e a trattamenti personalizzati, utilizzando al meglio le risorse a disposizione.
Il farmacista, insieme alle altre figure professionali, quali infermieri e medici, è sempre di più un punto di riferimento per il cittadino, contribuendo in maniera sostanziale a contrastare le disuguaglianze in sanità, garantire sicurezza delle cure, tempi e accessibilità, favorire l’aderenza alle terapie, etc.
I farmaci equivalenti sono identici agli altri farmaci per qualità, sicurezza ed efficacia; l’unica differenza è che costano meno.
Dopo due edizioni con le tappe del “villaggio” su tutto il territorio italiano, torna #IoEquivalgo e per questa 3° edizione si mette al servizio di alcune Amministrazioni Regionali del Sud Italia, affinché costruiscano strategie d’intervento, comunicazione e sensibilizzazione a supporto del farmaco equivalente.
Gli obiettivi:
In questa 3° edizione, #Ioequivalgo si colloca nella più ampia strategia di empowerment, health literacy e contrasto delle disuguaglianze.
Associazioni di pazienti e cittadini, società scientifiche, ordini professionali e Istituzioni, si incontreranno nei prossimi mesi per mettere a punto tutte le iniziative locali da avviare nel 2019.
Un gruppo di lavoro multistakeholder ed interistituzionale per ciascuna Regione, con l’obiettivo di promuovere la cultura della salute, garantire il diritto di accesso alle cure e il diritto all’informazione.
Chiedi al tuo medico, al tuo farmacista di fiducia o approfondisci con gli strumenti di #IoEquivalgo:
Partner storici (2016-2018): AUSER (Associazione per l’invecchiamento attivo), ANP-CIA (Associazione nazionale Pensionati CIA), SPI CGIL (Sindacato Pensionati Italiani), Federfarma, FOFI (Federazioni Ordini Farmacisti Italiani), FNOMCEO (Federazione Nazionale Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), FNOPI (Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche), SIFO (Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie), SIGG (Società Italiana di Gerontologia e Geriatria), SIMG (Società Italiana di Medicina Generale e delle cure primarie), FIMG (Federazione Medici di Medicina Generale), INMP (Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti ed il contrasto delle malattie della Povertà), AMSI (Associazione Medici di origine Straniera in Italia), COMAI (Comunità del Mondo Arabo in Italia), UMEM (Confederazione internazionale Unione Medica Euro Mediterranea) e UNITI PER UNIRE (Movimento Internazionale transculturale e interprofessionale). .
Per maggiori informazioni contattare Carla Mariotti: c
Anno di realizzazione 2018: in corso
Con il Patrocinio dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e con Farmadati Italia, partner tecnico dell’iniziativa.
Con il sostegno non condizionato di Egualia (già Assogenerici)
STRUMENTI DI TUTELA ASSICURATIVA E BANCARIA
MINI GLOSSARIO DI EDUCAZIONE ASSICURATIVA
L’attuale contesto socio economico è protagonista di profondi mutamenti con ripercussioni sull’economia del Paese e, in maniera diretta, sulle scelte che quotidianamente i cittadini sono chiamati a compiere.
Nel frangente attuale, la capacità degli italiani di pianificare e monitorare il proprio risparmio risulta inferiore rispetto a quanto rilevato a livello EU.
Molteplici possono essere le spiegazioni legate a tale aspetto: scarse capacità nella gestione del proprio budget, incremento delle spese legate a servizi di base (es. spese sanitarie, servizi educativi, ecc.), scarse competenze finanziarie.
Su questa criticità si innesta, come ulteriore elemento di fragilità, la bassa percezione del rischio di eventi avversi imprevisti che, in caso dovessero verificarsi, configurerebbero situazioni di gravi difficoltà per le famiglie.
Finalità generale
La finalità generale della presente proposta è quella di incidere sulla filiera del risparmio - dalla gestione del bilancio familiare, alla formazione del risparmio fino alla sua tutela - agendo sul livello di conoscenza dei consumatori, informandoli e aumentando la loro consapevolezza verso rischi e soluzioni, fornendo loro competenze e strumenti, che li mettano nella condizione di gestire al meglio le conseguenze di eventuali shock esterni che possono modificarne la situazione finanziaria. Ciò a partire dalle maggiori criticità da essi percepite e rilevate in tema di uso del denaro e gestione del risparmio.
Nostra finalità è anche quella di favorire il dialogo e il confronto costruttivo con Imprese, Istituzioni e Autorità, al fine di facilitare, incoraggiare e ampliare l’accesso a queste tipologie di servizi, ponendoci così direttamente nel solco di quanto previsto dal Goal 8 dell’Agenda 2030 “Lavoro dignitoso e crescita economica - Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti” con particolare riferimento a quanto previsto dal target 8.10 “Rafforzare la capacità delle istituzioni finanziarie nazionali per incoraggiare e ampliare l’accesso ai servizi bancari, assicurativi e finanziari per tutti”.
Obiettivi specifici
Il progetto mirerà principalmente a perseguire 3 obiettivi:
Principali attività
Approfondimenti
CONSIGLI UTILI E APPROFONDIMENTI SUL RISPARMIO
STRUMENTI E CONSIGLI UTILI PER CHI PERDE IL LAVORO
CONSIGLI UTILI IN CASO DI MALATTIA O INFORTUNIO
CONSIGLI UTILI IN CASO DI DANNI ALLA TUA ABITAZIONE
Per maggiori informazioni:
Anno di realizzazione: 2018/2019
Iniziativa sviluppata nell’ambito del programma “Più informati, più protetti”, promosso dal Forum ANIA-Consumatori con l’obiettivo di informare e sensibilizzare i consumatori su temi di grande interesse.
APPROFONDIMENTO REGIONE PIEMONTE
APPROFONDIMENTO REGIONE CAMPANIA
APPROFONDIMENTO REGIONE SICILIA
Cittadinanzattiva - Tribunale per i Diritti del Malato con la collaborazione di ABRCAdaBRa, ACTO ONLUS, Europa Donna, AIOM, CIPOMO, SIAPEC, SIGU, SIPO e un panel di esperti della materia, realizza un’indagine pilota esplorativa, con focus sul TEST BRCA.
Figlio del progresso scientifico, il test BRCA è uno strumento in evoluzione che contribuisce ad identificare probabili situazioni di rischio genetico in soggetti con storia familiare di tumore o ad individuare terapie mirate, nei casi in cui sia già presente una diagnosi di tumore.
Rispetto alla popolazione generale, le donne che presentano una variante dei geni BRCA 1 e/o 2 hanno un maggiore rischio di sviluppare tumori al seno e all’ovaio; negli uomini gli organi interessati sono la prostata, la mammella e il colon.
UN PERCORSO PER RIDURRE FALSI MITI E PREGIUDIZI SUI BIOSIMILARI
L’introduzione negli anni ‘80 dei primi farmaci “biotecnologici” ha rivoluzionato il trattamento di alcune patologie, ma si tratta di farmaci particolarmente costosi per il SSN.
Nel 2006 alla scadenza dei primi brevetti, vengono prodotti i primi farmaci biosimilari, il cui costo arriva ad essere inferiore anche del 30% rispetto al proprio originatore e che quindi aprono nuovi spazi di concorrenza.
L’Europa è stato il primo continente ad approvare e introdurre i biosimilari e rappresenta il più grande mercato di biosimilari al mondo. In Italia, il consumo di biosimilari si attesta al 19%, contro l’81% detenuto dai corrispondenti originator, ma con consumi diversificati da Regione a Regione: a registrare il maggior consumo di biosimilari per tutte le molecole in commercio sono la Valle d’Aosta e il Piemonte con una incidenza dei biosimilari del 64,11% sul mercato complessivo di riferimento. Seguono, appaiate ma decisamente distanziate dalle prime due, Basilicata e Sicilia dove i biosimilari assorbono rispettivamente il 33,37% e il 32,77% del mercato di riferimento. All’estremo opposto la Puglia (6,82%), l’Umbria (7%) e il Lazio (8,27%).
Cittadinanzattiva sin dal 2013 si è occupata del tema biologici e biosimilari con il I° rapporto nazionale sui farmaci biologici e biosimilari, nel 2014 con l’indagine civica sull’esperienza dei pazienti rispetto all’uso dei farmaci, con focus su farmaci biologici e biosimilari e nel 2017 con l’indagine civica sull'esperienza dei medici in tema di aderenza alle terapie, con focus su farmaci biologici e biosimilari, cogliendo il punto di vista dei cittadini e pazienti, oltre che dei professionisti, su l’opportunità fornita dall’arrivo di questi farmaci, commisurata alla garanzia di offrire alle persone che li utilizzano la migliore cura, fornendo il proprio contributo alla discussione che ha portato alla pubblicazione del primo position paper sui farmaci biosimilari del 2013 e del secondo position paper sui farmaci biosimilari di AIFA pubblicato a marzo 2018.
Alla luce del secondo position paper che introduce un’importante novità rispetto al primo position paper riguardo l’intercambiabilità tra biosimilari e bio-originatori, non solo per i pazienti naïve ma anche per i pazienti già in cura, ma demandando la scelta al clinico affidandogli il compito di contribuire a un utilizzo appropriato delle risorse, ai fini della sostenibilità del sistema sanitario e la corretta informazione del paziente sull’uso dei biosimilari, Tonino Aceti Coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva (TDM) commentava così
“Sui biosimilari c'e' bisogno di un Patto tra tutti gli attori, affinché i risparmi che derivano dall'utilizzo dei biosimilari rimangano realmente nelle disponibilità del SSN e siano finalizzati a garantire maggior accesso ai trattamenti, anche quelli innovativi…Approfondiremo attentamente nei prossimi giorni il Position Paper dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) sui farmaci biosimilari, ma ad una prima lettura apprezziamo la centralità che ha voluto riservare alla decisione clinica del medico nella scelta del trattamento, oltre che alla comunicazione e informazione al paziente che è l'ingrediente imprescindibile per un'adesione consapevole alle terapie. Ora la partita è verificare che questi principi diventino effettivi nei territori delle Regioni, permettendo concretamente ai medici di poter esercitare la professione in scienza e coscienza, guardando alla specificità dell'individuo che ha davanti a se, all'interno di una cornice di appropriatezza clinica sostenuta da evidenze e di utilizzo ottimale delle risorse a disposizione.”
Nell’ottica della condivisione e della partecipazione, Cittadinanzattiva si è impegnata nell’organizzazione di un focus group, con le Associazioni di pazienti che effettuano queste terapie, nel quale far emergere i bisogni di informazione e formazione, a partire da pregiudizi e falsi miti relativi ai problemi e bisogni che i pazienti hanno rispetto ai farmaci biotecnologici in generale e biosimilari in particolare.
Il risultato di quanto emerso verrà discusso in un momento pubblico il prossimo 5 novembre.
Per avere maggiori informazioni contatta:
Maria Teresa Bressi:
Anno di realizzazione 2018-in corso
Con il contributo non condizionato di BIOGEN
“Prosegue il progetto di formazione di Cittadinanzativa per i volontari operanti nei centri di tutela locale di Cittadinanzattiva, a cura del Pit nazionale. Tra i temi di rilievo che saranno approfonditi nei seminari del 2018 vi è quello delle infezioni nosocomiali.”
Nel corso degli anni Cittadinanzattiva ha messo a punto ed ha investito sulla tecnologia di tutela denominata Pit (progetto integrato di tutela). Nel 1996 nasce Pit salute, nel 1999 Pit Servizi e nel 2008 Pit Giustizia.
Un elemento che caratterizza il PiT e lo rende diverso da un semplice sportello di tutela è la modalità di attivare la tutela rendendo attivo e partecipe il cittadino stesso. Tramite il PiT Cittadinanzattiva realizza uno dei punti fondamentali della sua mission: l’attivazione ed il coinvolgimento dei cittadini, in una parola il PiT serve anche a promuovere l’attivismo civico.